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A’ TACCOLELLA
Osteria di recente fondazione
Via Valloni, loc. S. Pietro - Paupisi (a 17 Km da
Benevento)
Tel. 0824 / 886069
E-mail:
sosimo.rapuano@alice.it
Giorno di chiusura: Lunedì
Orario: mezzogiorno e sera su prenotazione
Ferie: non ne fa
Coperti: 70
Prezzi: 25 euro, vini esclusi
Carte di credito: le principali, bancomat
In posizione panoramica sulla valle del fiume Calore, i
locali che ospitano l’osteria A’ Taccolella sono stati
costruiti sfruttando le pietre di risulta di un vecchio
casolare, unite al tufo di Viterbo, mattoncini rossi e
legno. Anche all’interno tutti i materiali sono a vista,
disposti secondo delle geometrie con archi a sesto
ribassato che conferiscono alla struttura un tocco di
originalità. Lo spazio, costituito da un’unica sala, è
bene organizzato e completato da un camino dal gusto
semplice e gradevole.
Ci accoglie Cosimo Rapuano, giovane socio Slow Food,
fresco reduce della partecipazione al Master of Food
Vino I e II livello. Lo accompagna la sorella Antonia,
ancora studentessa di cucina al IV anno dell’Istituto
Alberghiero di Benevento “Le Streghe”, la quale non vede
l’ora di potersi “intromettere”. Ma deve ancora
pazientare.
Il menù della serata è in pieno stile Dieta
Mediterranea: molti vegetali, pasta, olio extravergine
di oliva, una sola portata di carne e vini scelti con
cura.
Si inizia con rosa
di radicchio, cavolfiore pastellato, zeppoline di
baccalà, frittata con patate, finocchio grigliato, zuppa
di fagioli e borragine. Accompagna il tutto uno spumante
di Falanghina extra dry della Cantina Il Poggio del
torrecusano Carmine Fusco. Si prosegue con ravioli di
zucca al profumo di porcini e cavatelli alle cime di
rapa, accompagnati dalle Falanghine “Biancuzita” e
“Siriana” della CantinaTorre a Oriente di Patrizia
Iannella, anche lei felice esponente della viticoltura
di Torrecuso. Il secondo è costituito da un rotolo di
vitello con frittata e bietola di campo accompagnato da
un Aglianico del Taburno della Cantina Torre del Pagus
di Giovanni Rapuano di Paupisi. Si conclude in
bellezza, poi, con la “pizza doce”, il dolce di una
volta fatto di pan di spagna e farcito con crema gialla
e crema al cioccolato, accompagnato da un liquore
all’alloro della casa.
Irene Iannicelli, la madre di Cosimo, che dalla sua
postazione ai fornelli aveva fatto capolino in sala un
paio di volte per accertarsi che tutto stesse andando
bene, solo dopo aver percepito il nostro gradimento si
sente tranquilla e soddisfatta. Approfittiamo, dunque,
di tale atmosfera per farci svelare qualche suo segreto.
Ci mostra, così, nella sua dispensa la farina del mulino
Bellucci di Montecalvo Irpino, i fagioli di Montefalcone
di Valfortore, il prosciutto del Fortore, le carni
provenienti da piccoli allevamenti, l’olio extravergine
di oliva e i vini di Torre del Pagus. La delizia finale
è, però, il vasetto con il “criscito”, che servirà a
lievitare il prossimo pane, rigorosamente cotto a legna
nel forno di casa. L’addetto al reperimento delle
materie prime è Salvatore, il papà di Cosimo, che per
approvvigionare la macelleria di famiglia con vitelli,
maiali e agnelli batte la provincia in lungo e in largo.
È la stessa dedizione che impiega per reperire tutto il
necessario per i piatti di prima qualità della sua
osteria.
Erasmo Timoteo
Fiduciario Condotta
Benevento e Taburno
05/02/2009
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