ci siamo stati:

 

PizzAria “La Notizia”
Via Caravaggio, 53/55
80126 Napoli (NA)
Tel. 081 7142155
www.pizzaconsulting.it

Ho sempre pensato che la qualità della pizza la facessero i prodotti con i quali veniva condita, ma qui ho scoperto che tutto nasce innanzitutto dal criscito (il lievito), dal processo di lievitazione della pasta e ovviamente dai suoi tempi. Ecco perché “La Notizia”, un piccolo locale con pochi tavoli, che lavora soprattutto di asporto, non è aperta a pranzo: la lievitazione della pasta avviene a temperatura ambiente e dura ben 12 ore.

Ho avuto la fortuna di assistere ad una vera e propria lezione sulla pizza dal maestro Enzo Coccia, che ha aperto le porte del suo locale eccezionalmente a pranzo, in onore del Presidente Slow Food Italia, Roberto Burdese, e pochi altri fortunati Slowfoodiani: insieme abbiamo ripercorso la storia della pizza.

Siamo partiti dalla sua antenata, la focaccius, una semplice schiacciata condita con olio extravergine d’oliva e sale, per poi proseguire con:
-un Rotolino con ricotta di bufala, pecorino e melanzane;
-la Pizza Masto Nicola con sugna, pecorino, pepe e basilico;
-la Pizza Margherita Dop con pomodori San Marzano (schiacciati rigorosamente a mano), mozzarella di bufala, pecorino e basilico;
-la Pizza Margherita con pomodori del Piennolo del Vesuvio (Presidio Slow Food), fiordilatte di Montella, pecorino e basilico;
-la Pizza con provola, salsiccia e friarielli;
-il Calzone con ricotta, cicoli, basilico e sugna;
-il Calzone con scarola, acciughe, pecorino, provola e olive nere;
-in ultimo, la Marinara, con pomodoro e aglio. Una curiosità: la Marinara è chiamata così perché nell’800 i pescatori di Santa Lucia (un quartiere di Napoli) al ritorno dal mercato, commissionavano al pizzaiolo una schiacciata con il pomodoro e la condivano con le rimanenze dei piccoli pesci invenduti.

Il tutto non poteva prescindere da una scelta di vini frizzanti e acidi come il rosso di Gragnano e il bianco Asprinio d’Aversa.

Se è vero che la pizza è l’alimento più conosciuto e mangiato al mondo, solo dopo essere entrata nella PizzAria (termine risalente al 1737 col quale venivano chiamate le antiche pizzerie) del maestro Enzo Coccia credo di poter affermare di essermi sentita come la Regina Margherita di Savoia, quando nel lontano 1889 convocò alla Reggia di Capodimonte il pizzaiolo Raffaele Esposito per fargli preparare delle pizze: mi sono trovata di fronte alle mie prime vere pizze.

Un pomeriggio singolare per un’esperienza unica!

Laura Capurso
12/12/2008

 
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