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boda de ciondro
Tra santi e janare, a Pietrelcina incontriamo la buona
tavola
Ristorante BODA DE CIONDRO
Indirizzo: Via Tratturo, 82020 Pietrelcina (BN), a 10 km
da Benevento
Telefono/Fax: 0824.997601
E-mail:
info@bodadeciondro.com
Website:
www.bodadeciondro.com
Chiusura settimanale: Domenica sera, Lunedì tutta la
giornata
Orario: 18.30 – 23.30 dal Martedì al Sabato; 12.00 -
16.00 Domenica e festivi
Ferie: una settimana a Luglio
Coperti: 40 interni (100 esterni per la stagione estiva)
Prezzi (vini esclusi): 35-40 euro
Carte di credito: tutte
Le passioni. Se dovessimo racchiudere in due parole il
Ristorante Boda de Ciondro, dal nome di verosimile
origine toponomastica, l’estrema sintesi non potrebbe
che essere questa.
Antonio Iadanza, figlio della terra di Padre Pio, di
passioni ne ha tante e ama soprattutto condividerle. È a
Pietrelcina, infatti, che la famiglia di Antonio risiede
da sempre ed è nella zona di Piana Romana che possiede
uno iazzo, un piccolo spazio destinato in tempi remoti,
ma non troppo, al ricovero degli animali. Nel 2007,
però, in quel luogo Antonio ha voluto vedere
qualcos’altro e, da buon sommélier, ha ben pensato di
dare l’opportunità a tutti di condividere i piaceri del
buon vino e quelli della sana tavola.
Mettendo piede negli spazi raffinati ma tradizionali di
Boda de Ciondro, si entra subito in contatto con la
professionalità entusiasta dell’accoglienza, la cura del
luogo e soprattutto l’eclettismo del patron, il quale,
tra una chiacchiera e l’altra, illustra il menu e
consiglia un buon vino. Nulla da togliere al piacere di
scegliere i piatti dalla carta, che pure è fruibile a
richiesta. La musica, prevalentemente jazz, è un’ottima
compagna di viaggio in un’atmosfera semplicemente slow.
La proposta dei piatti, realizzati dall’amico chef Nico,
è un omaggio alla tradizione con punti di creatività mai
sgraditi. Molte le scelte, ma per districarsi tra i
gusti, il consiglio di Antonio è quantomeno da
ascoltare. Si inizia con una zuppa di farro, orzo e
grano saraceno arricchita da funghi porcini e tartufo e
innaffiata da un Piedirosso Fontanavecchia. Per primo
piatto, invece, ci vengono proposti tortelli di
coniglio, mela annurca e semi di papavero su purea di
patate e tartufo accompagnato da un Sommarello di
Castelmagno. Si conclude, poi, con un coscio di agnello
laticauda gustato con un bicchiere di Aglianico del
taburno DOC Arces di Torre dei Chiusi. “Quello di
Domenico Pulcino”, afferma Antonio in merito a
quest’ultimo, dato il legame che ha con lui. È una delle
sue priorità, infatti, dare voce e corpo alla filiera
della fiducia, alla ricerca dei produttori prima ancora
che dei prodotti, perché è convinto che solo chi, come
lui, nutre la passione per l’enogastronomia può essere
anche un buon fornitore.
Boda de Ciondro sceglie il suo menu giorno per giorno
tra le proposte dei produttori del territorio compreso
tra l’alto casertano, Benevento e Foggia: carni
marchigiane, salumi di Faeto, pasticceria di San Marco
dei Cavoti, “rigorosamente Innocenzo Borrillo” precisa
Antonio con un pizzico di orgoglio. Ed è questa
attenzione ai prodotti, alle stagioni, alle cento
etichette di vini di cui la stragrande maggioranza
beneventani, ma anche i prezzi giusti che fanno di Boda
de Ciondro un esempio virtuoso del territorio sannita.
Soprattutto perché ha ancora voglia di crescere!
Antonio Puzzi
12/01/2009 |