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Ex di Fausto Brizzi, con Claudio Bisio, Alessandro
Gassman, Gianmarco Tognazzi, Cristina Capotondi, Silvio
Orlando, Vincenzo Salemme, Nancy Brilli, Enrico
Montesano, Flavio Insinna, Claudia Gerini - Italia, 2009
«L’amore è una pericolosa malattia che, a differenza del
morbillo e della varicella, rischia di contagiarci più
volte nel corso della nostra esistenza»
(Claudio Bisio)
Brizzi o Veronesi? È
questo il dilemma! A giudicare dai film tutti italiani
che girano nelle sale in queste settimane, è davvero
difficile comprendere se dietro i due cineasti non si
nasconda lo stesso volto. Uno spettatore distratto
potrebbe, infatti, ben pensare di essersi perso nei
meandri dei multisala ricordando le loro precedenti
pellicole. E, a proposito di precedenti, il film dal
titolo più breve della storia della cinematografia
italiana si chiama giustappunto Ex.
Dopo una tale premessa,
poco conta sottolineare che la regia è di Fausto Brizzi,
ma che il cast è composto da tutte le star del nostro
universo di celluloide alla maniera di Veronesi. Le
punte di ironia e la satira contra similia del primo si
mescolano, infatti, alle note di pathos dei “manuali
d’amore”.
L’amore. Non più un
apostrofo rosa tra le parole t’amo come vorrebbe Cirano,
ma un piatto che va consumato caldo, quasi come la
vendetta. La lezione di psicologia di Bisio che
introduce il tema facendo il verso ad un suo stesso
personaggio nella sequenza iniziale della penultima
fatica di Veronesi è, infatti, il preludio a una serie
compatta ed entusiasmante di citazioni gastronomiche. Si
sa. Cibo ed Eros sono elementi indissolubilmente uniti,
come in un sinolo. L’uno e l’altro appartengono alla
sfera del reale ma per raccontare il mondo delle idee e
dei sogni. Così, ci accorgiamo che il dono d’amore di un
giovane francese per la sua innamorata italiana sta nel
fare dialogare la tradizione dello Stivale con la
novelle cuisine, dando vita alle omelette alla
carbonara. Parimenti, poi, simbolo dell’amore dal poco
sale tra un avvocato e la sua “dolce” consorte è
l’insipidità delle seppie in umido. Le confessioni,
invece, avvengono sotto l’ombra di un cibo veloce, tra
un panino a Trinità dei Monti e una pizza da
Rossopomodoro. Il cibo è la cassa dei ricordi, come
quello sensuale del cioccolato fuso con cacao al 99%
secondo l’antica ricetta Inca che si tramuta in carico
dolore quando una telefonata ci cambia la vita.
Ex è, dunque, un film
sull’amore e, quando esso scompare, segue la stessa
sorte anche il cibo. «Prendilo per la gola», direbbe un
vecchio adagio e i moderni cineasti lo sanno. Da Brizzi
a Veronesi, passando per Ivan Cotroneo. Perché l’amore è
cibo dell’anima e del corpo, spirituale e materiale
insieme, incomprensibile e misterioso. Proprio per
questo affascinante, come una ricetta segreta di cui per
scoprirne gli ingredienti cediamo sempre alla tentazione
di riprovarla.
Antonio Puzzi
14/02/2009 |