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Area di
produzione:
Comuni
alle pendici del Vesuvio (provincia di Napoli)
Una delle
produzioni più caratteristiche dell’area del Vesuvio sono i
pomodorini da serbo “col pizzo”, detti anche spongilli o
piénnoli (“pendoli”) per l’abitudine di appenderli alle pareti o
ai soffitti, riuniti in grappoli (schiocche) e legati con
cordicelle di canapa. Sono piccoli pomodori (20-25 grammi) dalla
forma a ciliegia, che si distinguono per la presenza di due
solchi laterali (coste) che partono dal picciolo e danno origine
a delle squadrature, e di una punta, un “pizzo”, all’estremità.
La buccia è spessa e resistente, la polpa soda e compatta,
povera di succo, prosciugata dal sole che splende sui terreni
aridi del vulcano. Si seminano in marzo-aprile e maturano tra
luglio e agosto, ma l’antico procedimento di conservazione
prevede che li si raccolga a grappoli interi all’inizio
dell’estate per conservarli, appesi, fino all’inverno o
addirittura alla primavera successiva. Così, per molti mesi, si
possono condire i piatti di pesce, le pizze e le paste della
tradizione campana con una “pummarola” straordinariamente
saporita. Non c’è agricoltore vesuviano che non semini una fila
di pomodorini “col pizzo” e non li metta da parte per l’inverno.
Ma i terreni migliori sono difficili da raggiungere e da
coltivare (spesso sono a quote alte, dove le colate laviche
stratificate nei secoli si sono trasformate in terreni scuri e
sabbiosi).
Responsabile Slow Food del Presidio
Vito
Trotta
tel. +39
081 8544295 +39 340 6001837
workinprogress@aliceposta.it
Referente
dei produttori del Presidio
Giovanni
Marino
tel. +39
081 7711559 +39 348 2539506
agricola@casabarone.it
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