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Area di
produzione:
Comuni di
Brusciano, Mariglianella, Marigliano, Acerra, Nola, Castello di
Cisterna, Pomigliano d’Arco, Sant’Anastasia, Casalnuovo
(provincia di Napoli)
La papaccella napoletana è un peperone
dalle bacche piccole, un poco schiacciate e costolute (ecco
perché si dice riccia), molto carnosa e saporitissima: ideale
per le conserve tradizionali sottaceto oppure sottolio. Le
bancarelle dei mercati partenopei, a partire dal mese di luglio
fino ai primi freddi, traboccano di peperoni colorati ma solo i
napoletani autentici sanno cogliere a colpo d'occhio le
autentiche papaccelle ricce. I mercati sono invasi da ibridi,
pressoché identici morfologicamente alle papaccelle di un tempo.
Le vere papaccelle sono piccole, raggiungono al massimo gli 8,
10 centimetri di diametro. Le bacche hanno colori decisi che
variano dal verde intenso al giallo sole o dal verde al rosso
vinato. La dolcezza della polpa è l’elemento peculiare che
distingue la papaccella da altre varietà di aspetto simile ma
dal gusto piccante. Gli orti in cui si coltivava un tempo la
papaccella (le parule) spesso erano localizzati nei pressi di
masserie destinate alla produzione dell’aceto necessario per la
conservazione: l'aceto si ricavava solitamente dal cosiddetto
vino piccirillo, un vino rosso aspro e poco alcolico, da
consumare subito dopo la vendemmia. La Regione Campania ha
recuperato il seme che è messo a dimora dai sei produttori del
Presidio.
Responsabile Slow Food del Presidio
Vito
Trotta
tel. +39
081 8544295 +39 340 6001837
workinprogress@aliceposta.it
Referente
dei produttori del Presidio
Bruno
Sodano
tel. +39
347 8070109
aziendaagricolabrunosodano@yahoo.it
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