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Area di
produzione:
Comune di
Castel di Sasso e zone limitrofe (provincia di Caserta)
C'è chi
sostiene che il Conciato romano sia il più antico formaggio
italiano e che, a dispetto del nome, risalga addirittura alla
civiltà sannitica. E in effetti la tecnica di conservazione e di
affinamento fa pensare a pratiche antichissime, agli albori
della civilità agropastorale. Si produce coagulando, con caglio
di capretto, latte vaccino, ovino o caprino. Dopo essere
pressate con le mani, salate e asciugate, le formette sono
"conciate". Una tecnica prevede di lavare i formaggi con l'acqua
di cottura delle pettole, una pasta fatta in casa, un'altra
vuole che si ricoprano le forme con un intingolo di olio, aceto,
piperna e peperoncino macinato. Al termine i formaggi vengono
stipati in un'anfora di terracotta o vetro. Il Conciato è un
formaggio destinato a stagionature lunghissime, anni e anni, ma
oggi i pochissimi produttori tendono ad aprire le anfore dopo
poco tempo. Il Presidio si propone di rilanciare questa
produzione: il Conciato romano è una sorta di formaggio
resuscitato, come quello che emerge dalle fosse romagnole o
marchigiane il giorno di Santa Caterina (25 novembre). Il che,
tradotto in termini gastronomici, significa forte riduzione
olfattiva, sensazioni alcoliche e di frutta matura al naso e
grande personalità degustativa, che può arrivare anche a una
piccantezza molto pronunciata.
Responsabile Slow Food del Presidio
Sabatino
Santacroce
tel. +39
338 4698373
sabatsa@aliceposta.it
Referente
dei produttori del Presidio
Liliana
Lombardi
tel. +39
0823 878277
info@lecampestre.it
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