progetti in Campania: i Presidi

Carciofo di Castellammare


Area di produzione:

Comuni di Castellammare di Stabia, Gragnano, Pompei, Sant’Antonio Abate, Santa Maria La Carità (provincia di Napoli)

 

È conosciuto anche come “carciofo di Schito”, dal nome di una frazione di Castellammare di Stabia considerata, già in epoca romana, particolarmente vocata all’orticoltura. Il carciofo di Castellammare è un sottotipo della varietà romanesco, da cui si differenzia per l’epoca di produzione anticipata e il colore delle brattee, verdi con sfumature viola. La precocità è data dalla particolare mitezza del clima e dall’abitudine di rigenerare le piante ogni anno. All’epoca della ripresa vegetativa i migliori carducci, i germogli erbacei laterali che spuntano tutt’intorno alle piante madri vengono scelti, prelevati insieme a piccole porzioni di rizoma, e trapiantati a dimora. Un’altra particolarità è data dall’antica tecnica colturale: era uso, infatti, coprire la prima infiorescenza apicale (mamma o mammolella) con coppette di terracotta (pignatte o pignattelle) realizzate a mano da artigiani locali. La protezione dai raggi del sole lo rendeva particolarmente tenero e chiaro. Il Presidio mira alla riconversione all’orticoltura di terreni storici che negli ultimi trent’anni hanno vissuto una cementificazione selvaggia, attraverso la promozione di uno dei prodotti simbolo della cucina napoletana. Questo carciofo ha un legame forte con la tradizione della Pasqua: il carciofo arrostito nella brace è il piatto simbolo del lunedì di Pasquetta.

 

Responsabile Slow Food del Presidio

Rita Abagnale

tel. +39 081 8710157

+39 339 1298903

carmelarita.abagnale@email.it

 

Referente dei produttori del Presidio

Sabato Abagnale

tel. +39 081 8735300 +39 347 1135440

info@terramorefantasia.it

 


 
 

 

 

     

 

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