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Area di
produzione:
Cilento
(provincia di Salerno)
Fatta
eccezione per i pascoli del Cervati e dell’altopiano degli
Alburni, ottimi per le vacche podoliche, il Cilento è terra di
capre. L’adattamento alle condizioni ambientali dell’area ha
determinato, nei secoli, la differenziazione di una popolazione
autoctona conosciuta come capra cilentana, che comprende tre
sottogruppi, dal mantello grigio, fulvo o nero. I pastori
locali, non supportati da politiche lungimiranti, hanno
ripiegato sull’allevamento di altre razze, allevate allo stato
brado o semibrado, con il latte delle quali perpetuano la
tradizione del cacioricotta. Il nome deriva dalla particolare
tecnica di coagulazione del latte, in parte presamica
(caratteristica del formaggio o cacio) e in parte termica
(caratteristica della ricotta). È un formaggio che si può
consumare fresco (in insalata o con il miele), ma anche come
cacio da grattugia. Dopo una prolungata stagionatura, infatti,
diventa duro, compatto, scaglioso e leggermente piccante: un
accompagnamento ideale per i fusilli al ragù di castrato, piatto
tipico della zona. Tra le iniziative del Presidio c’è la
valorizzazione del cacioricotta semistagionato, da tavola,
affinato in ambienti naturali. Promuovere il cacioricotta
significa offrire una valida alternativa economica ai piccoli
allevatori cilentani.
Responsabile Slow Food del Presidio
Nerio
Baratta
tel. +39
329 7507810
xnba@xnba.it
Referente
dei produttori del Presidio
Maria
Carmela Di Feo
tel. +39
0974 906116 +39 347 8670678
larenaro@libero.it
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