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Area di produzione:
Comuni di Gioi Cilento, Cardile, Salento,
Stio, Gorga, Orria e Piano Vetrale (provincia di Salerno)
Nel
“Compendio di agricoltura pratica” edito nel 1835 già si parla
della soppressata di Gioi: si sottolinea l’antichità di questa
produzione (facendola risalire addirittura al XI secolo) e la
singolarità della tecnica. Infatti è l’unico salame campano
lardellato, una tecnica che si ritrova ad esempio in Abruzzo:
evidentemente gli scambi ai tempi della civilità pastorale erano
potenti. La soppressata di Gioi si produce solo nella stagione
fredda. Si ricava dalle parti pregiate del suino: filetto,
coscia, lombo e spalla, accuratamente mondate di tutte le
cartilagini e dei nervetti. La carne è sminuzzata finemente a
punta di coltello, condita con sale, pepe e, in certi casi,
peperoncino e finocchietto. L’impasto, amalgamato con cura, deve
riposare per una decina di ore. Quindi si insacca nel budello
naturale, inserendo al centro un filetto di lardo. Inizia poi la
fase della stagionatura, che può essere preceduta da una leggera
affumicatura. La presenza del lardello contribuisce a mantenere
umido l’impasto anche dopo la fase di affumicatura, che
generalmente tende a seccare un po’ i salumi. La maturazione
ottimale è di 20, 30 giorni (in ambiente rigorosamente
naturale). La soppressata di Gioi ha la forma di una pagnottella
divisa in due e il colore (della buccia e dell’impasto) rosso
bruno; il lardello è bianco marmoreo.
Responsabile Slow Food del Presidio
Nerio
Baratta
tel. +39
329 7507810
xnba@xnba.it
Referente
dei produttori del Presidio
Raffaele
Barbato
tel. +39
0974 991285 +39 333 4259598
raf.barbato@alice.it
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