UNA BANCA DELLA MEMORIA A VALLESACCARDA
Dall’invito di Carlo Petrini, la proposta al Consiglio Comunale del paese irpino
Nella seduta di Consiglio Comunale di Vallesaccarda il giorno 9 marzo scorso due soci Slow Food, assieme all'intero gruppo di minoranza "Liberamente Insieme per Unire" hanno proposto la costituzione della Banca della Memoria di Vallesaccarda e dei Vallesaccardesi, un atto formale importante che sicuramente porterà nei prossimi mesi alla nascita di un’importante Istituzione pubblica che guarda alla tradizione di un territorio per promuovere un futuro più consapevole. L’invito è nato dalle parole di Carlo Petrini che, nel suo libro Terra Madre, scrive: «Il genocidio culturale che ha investito il mondo contadino negli ultimi cinquant’anni e che continua a perpetrarsi man mano che il vecchio modello dell’agroindustria si espande in nuove zone del pianeta, non riguarda soltanto il cibo e l’ambiente, ma trascina via con sé una serie di modi di essere, di comunicare, di rappresentare se stessi tipico e funzionale dell’identità contadina, che costituisce l’ossatura culturale e che contiene altri saperi diversi da quelli scientifici, ma non per questo meno importanti»
La Banca della Memoria vorrebbe essere uno spazio culturale polivalente di custodia che sappia comunicare e che mostri le testimonianze culturali, sociali ed economiche del nostro territorio. Essa deve raccogliere e sistematizzare documenti di vario genere: video, testi, fotografie, attrezzi, utensili in modo da ricostruire il prezioso patrimonio documentario della storia dei luoghi e della popolazione.
La Banca della Memoria è preposta all’accrescimento di questo patrimonio, con l’obiettivo di reperire e diffondere conoscenza, ma anche di assistere la ricerca iconografica, bibliografica e genealogica, nonché di progettare e realizzare iniziative culturali connesse ai temi della conservazione della memoria storica del territorio in tutti i suoi aspetti. L’Istituto dovrebbe essere concepito come luogo di raccolta, di archivio, di documentazione e di esposizione; ma anche come spazio di studio, di ricerca e di formazione.
La programmazione delle attività potrà collegarsi a strutture internazionali di prestigio di similare interpretazione, costruendo la rete dei saperi e di Memoria storica dei territori e del buon senso. Lavorare in tal senso significa aver cura dei luoghi, intesi non soltanto come luoghi fisici, ma come sistemi olistici, economici, alimentari e culturali. Conservare la memoria locale è compito della comunità.
Franco Archidiacono
Fiduciario Slow Food Irpinia Taurasi Colline dell’Ufita
(in collaborazione con Angelo Lo Russo, Gerardo Manganiello, Pasquale Luongo)