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Nessuna rivoluzione, slow food riparte
dalle condotte
Roberto Burdese presenta le nuove
prospettive dell’associazione al Coordinamento Regionale di Slow
Food Campania riunito al MUSA
«Il 2009 sarà un anno difficile per le quattro crisi che
spopolano nel mondo: ambientale, energetica, alimentare e
finanziaria, ma su tutte Slow Food ha già detto qualcosa. La sua
modernità sta nel guardare indietro e dal passato ispirarsi».
Così esordisce il Presidente Slow Food Italia, Roberto Burdese,
presente questa mattina al MUSA - Polo Museale della Tecnica e
del Lavoro in Agricoltura di Benevento in occasione del
coordinamento regionale di Slow Food Campania al quale
presenzia, tra gli altri, anche il Presidente di Futuridea,
Carmine Nardone.
Le sensazioni raccontate da Roberto Burdese riportano subito
alla mente il discorso inaugurale di Carlo Petrini a Terra Madre
2008: «La terza rivoluzione industriale sarà fondata sulle
energie rinnovabili e l’unico settore da sempre legato ad esse è
l’agricoltura che fungerà da esempio di design sistemico per
tutti gli altri». Il Presidente nazionale ricorda come l’intero
iter del movimento abbia sempre cercato, in oltre venti anni, di
indicare al mondo i pericoli della globalizzazione, quelli che
oggi sembrano evidenti a tutti e che delineano, secondo
l’opinione comune, la necessità del “ritorno al locale”.
«L’economia locale è stata la base di partenza per Slow Food e,
forti del lavoro compiuto grazie alle condotte, oggi dobbiamo
muoverci per non correre il rischio di essere superati. Non
siamo chiamati a risolvere i problemi del mondo, ma a dire
qualcosa sì». Gli obiettivi raggiunti da Slow Food nascono dalle
idee e dalla forza del messaggio portato avanti da Carlin
Petrini, eppure secondo il Presidente nazionale «oggi esistono
le condizioni perché i meccanismi si invertano e siano le
condotte stesse a proporre nuove grandi idee». Nessuna
rivoluzione ideologica, dunque, ma ciò che emerge è una nuova
priorità associativa, quella di censire il territorio grazie ad
un’indagine effettuata dalle stesse condotte, le basi del
movimento, al fine di ritrovare contadini, produttori,
allevatori, uomini e donne virtuosi che, seppure non associati a
Slow Food o inseriti nel circuito di Terra Madre, di fatto «sono
già Slow Food». Concordano con lui i fiduciari presenti, i quali
mettono in risalto il cambiamento verificatosi negli ultimi
tempi dove, agli eventi organizzati dalle condotte, partecipano
sempre più persone esterne rispetto ai soci ordinari. In merito
ai Presìdi, Burdese ribadisce, poi, la necessità di creare una
relazione forte con l’associazione ma soprattutto di essere
forti in casa propria per poi pensare solo in un secondo momento
ad una eventuale politica di export: «Terra Madre deve essere
portata nelle condotte se si vuole che abbia ancora un senso
l’incontro mondiale».
Al termine della riflessione arriva, così, un invito molto forte
alle condotte prendendo spunto da una considerazione di Piero
Sardo, Presidente della Fondazione Slow Food per la
Biodiversità, riportata nel suo discorso da Roberto Burdese:
«Non dobbiamo stare nella carrozza ristorante a girare il
bicchiere mentre il treno corre dritto verso il burrone.
Dobbiamo darci un obiettivo anche quando facciamo una cena
perché saranno le stesse Comunità a chiederci dove eravamo
quando scomparivano gli angoli verdi a favore della
cementificazione e quando i bambini a scuola mangiavano il cibo
delle macchinette».
L’incontro di questa mattina è stata, infine, anche l’occasione
d’incontro tra Carmine Nardone e Gaetano Pascale. Dalle parole
dei due nasce, infatti, la volontà di creare una sinergia tra
Slow Food Campania e Futuridea, basata su una comune visione di
intenti finalizzata a mettere in rete i talenti che, dall’una e
dall’altra parte, mirano a costruire un presente sostenibile. O,
semplicemente, migliore.
Antonio Puzzi
13/12/2008
Ufficio
stampa Slow Food Campania
Ufficio
stampa MUSA - IDEAS scarl
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