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Conoscendo le comunità del Cibo della Campania… La Valle
del Miscano e il Pane di Montecalvo
Sarà che in fatto di magia Montecalvo Irpino ha sempre
primeggiato ma, quando ci si trova di fronte ad una
panella di pane di Montecalvo dell’istituendo Consorzio
IGP si resta colpiti dal colore (tra l’ocra e il
nocciola carico) e da una fragranza di profumi di
lievito, farina, crusca e pane tostato. Sembra di
trovarsi di fronte ad un prodotto di altri tempi
catapultato, come per incanto, ai giorni nostri.
Storie, leggende e credenze di una terra popolata da
poteri e da spiriti misteriosi avvolgono le mofete della
località La Malvizza, come la suggestiva presenza degli
sberleffi, nei vicoli medioevali, delle maschere in
pietra poste a proteggere il paese dagli spiriti
maligni.
La testimonianza maggiore è, tuttavia, rappresentata
dalla forza descrittiva delle note della sinfonia “Una
Notte sul Monte Calvo” di Modest Mussorgsky. La
tradizione vuole che il celebre musicista russo sia
stato ispirato dai racconti della duchessa Maddalena
Pignatelli sulle attività di streghe janare e di sabba
che si svolgevano sotto il noce di Benevento, come narra
lo studioso Giovanni Bosco Maria Cavalletti.
“Unguento, unguento mandame a la noce di Benivento supra
acqua et supra ad vento et supra ad omne maltempo” era
la formula magica che le streghe pronunciavano prima di
spiccare il volo, a cavallo delle loro scope, per
raggiungere il luogo convenuto. Nel lavoro di Mussorgsky
il suono alto e cristallino dei violini sopra i suoni
gravi degli ottoni rappresenta i volteggi e le danze i
voli che passano indenni sopra i lugubri anfratti nelle
vallate e boschi, la pioggia scrosciante i lampi e
tuoni, in una parola quello che l’uomo ha sempre
sognato: la vincita sulla forza di gravità. Così per
tutta la notte finché, in lontananza, il suono della
campana di una chiesetta segna l’arrivo dell’alba ed
inizia la monotonia quasi malinconica dei gesti
quotidiani apparentemente sempre uguali, i lavori dei
campi di ogni giorno in replica a quelli del giorno
precedente. Scomparsa la magia delle streghe, inizia la
magia più vera quella della quotidianità che ha
consentito di raccogliere utilizzare e tramandare tutta
la conoscenza del genere umano dalla Civiltà del Tigri e
l’Eufrate, 10 mila anni fa, fino ai giorni nostri.
L’inizio dell’avventura dell’uomo che ha mosso il primo
passo decisivo quando da raccoglitore è diventato
agricoltore introducendo la coltivazione del grano con
le sue innumerevoli varietà e quindi ottenendo la
produzione il pane con le sue molteplici tipologie.
L’istituendo Consorzio IGP di Montecalvo Irpino e comuni
limitrofi presieduto da Fioravanti Franchino con i suoi
oltre 100 agricoltori si è posta sulla scia rispettosa
di una cultura millenaria. Vengono coltivate molteplici
varietà di grano duro che si sono dimostrate adatte al
territorio tra cui l’antica varietà “Saraolla”. Questa
varietà era stata abbandonata perché poco produttiva,
invece si è dimostrata ancora valida, perché poco
esigente, e in grado di determinare un pane di qualità.
La farina viene ottenuta dalla molitura dei grani presso
il mulino Bellucci secondo il protocollo di una
raffinazione non troppo spinta allo scopo di conservare
parte della fibra e dei sali minerali presenti in
prossimità del tegumento del chicco. Il procedimento
prevede prima l’ottenimento della semola e poi della
farina attraverso una rimacina della stessa. Il lievito
è costituito dalla pasta acida del giorno precedente.
Viene preparato l’impasto costituito da farina, acqua e
lievito e posto a riposare per alcune ore. Segue la
divisione della massa in pezzi dal peso prestabilito e
posti a completare la lievitazione, ancora per qualche
ora, in canestri di vimini. Infine vi è la cottura in
forno riscaldato dalla combustione di legna. Dopo circa
due ore il pane è cotto, ma per assaggiarlo conviene
aspettare. Anzi con il passare di qualche giorno il pane
migliora le proprie caratteristiche organolettiche. La
panella si consuma fino all’ultima fetta perché conserva
la sua morbidezza fino a 7 giorni. Il prodotto sta
riscuotendo l’attenzione dei consumatori. Per questo,
molte aspettative si stanno riponendo nella istituzione
della IGP.
All’ultimo meeting mondiale di Terra Madre a Torino dal
23 al 27 ottobre 2008, parte di questi produttori hanno
partecipato ai lavori. La comunità del cibo della Valle
del Miscano ha portato i diversi prodotti che
rappresentano il territorio ovverosia, oltre al citato
pane, i pomodorini di collina, l’olio d’oliva Ravece, i
legumi, i formaggi da pecora di Laticauda.
Proponiamo un possibile itinerario per visitare il
territorio della Comunità del cibo della Valle del
Miscano:
I°
Giorno
Ore
9:00
Arrivo a Montecalvo Irpino e saluto di benvenuto
Ore
9:30
Visita al centro storico: Chiesa Collegiale di Santa
Maria, Castello Ducale, Veduta del trappeto e Museo
Pompiliano con guida
Ore
12:00
Visita ad un allevamento di Ovini di razza Laticauda con
Degustazione formaggi.
Ore
13:30
Pranzo con piatti tipici presso un agriturismo
Ore
16:30
Visita presso un Opificio linee di produzione del Pane
di Montecalvo e dei Pomodorini di Collina.
Ore
17:30
Partenza per il rientro
II°
Giorno
Ore
9:,00
Visita ad un allevamento di Bovini di razza Marchigiana
con Degustazione
Ore
10:00
Escursione lungo il Regio Tratturo Pescasseroli Candela,
nel territorio comunale di Casalbore e visita del centro
storico e della Torre Normanna
Ore
11:30
Visita alle Bolle della Malvizza - Mefiti
Ore
13:,30
Pranzo con piatti tipici presso un agriturismo
Ore
16:30
Rientro.
Per
informazioni:
Franco
Archidiacono
Slow Food Baronia e Valle Ufita
Erasmo
Timoteo
Slow Food Benevento
24/12/2008
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