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Caserta è
terra di lavoro, terra di re, ma soprattutto terra.
La
condotta di Caserta nasce nel 1990 ed è pertanto una delle più
antiche della Campania, ha circa 70 soci e comprende gran parte
dei Comuni della provincia. Il fiduciario è Sabatino Santacroce.
Con lui collaborano alla Piccola Tavola per la promozione e
valorizzazione del territorio Michele Amoruso, in qualità di
tesoriere e Carlo Tenga, come addetto al tesseramento.
Secondo i
principi di Slow Food e nel rispetto della vocazione del
territorio, le attività della condotta di Caserta hanno sempre
coinvolto -e sempre coinvolgeranno- quei contadini, quei casari
e quelle produzioni enogastronomiche dell’eccellenza
artigianale, che meglio rappresentano le biodiversità che
rispondono ai concetti di “buono, pulito e giusto”, cardini
fondamentali della filosofia di Slow Food.
Nell'ottica di ricercare e valorizzare i prodotti di “qualità”,
questa condotta ha organizzato diversi Master of Food,
tra cui quelli sull'olio extravergine, sul vino (1° livello) e,
naturalmente, sul Formaggio (1° Livello). La condotta è,
infatti, responsabile del Presidio del conciato romano.
C’è chi
sostiene che il Conciato Romano sia il più antico formaggio
italiano e che, a dispetto del nome, risalga addirittura alla
civiltà sannitica. E in effetti la tecnica di conservazione e di
affinamento fa pensare a pratiche antichissime, agli albori
della civiltà agropastorale. Si produce coagulando, con caglio
di capretto, latte vaccino, ovino o caprino. Dopo essere
pressate con le mani, salate e asciugate, le formette
sono “conciate”. Una tecnica prevede di lavare i formaggi con
l’acqua di cottura delle pettole, una pasta fatta in
casa, un’altra vuole che si ricoprano le forme con un intingolo
di olio, aceto, piperna e peperoncino macinato. Al termine i
formaggi vengono stipati in un’anfora di terracotta (oggi, nella
fase iniziale si usano anche contenitori di vetro per
controllare lo sviluppo delle muffe naturali). Il Conciato è una
sorta di formaggio resuscitato, il che tradotto in termini
gastronomici, significa forte riduzione olfattiva, sensazioni
alcoliche e di frutta matura al naso e grande personalità
degustativa, che può arrivare anche a una piccantezza molto
pronunciata. Accostare tale formaggio a preparazioni dolci può
essere una buona idea: confetture di limoni, di fichi, miele di
castagno o di corbezzolo, cotognate piuttosto aromatiche. Non
funziona invece abbinarlo a frutta matura: i sentori si
sovrappongono. Il Conciato è un formaggio destinato a
stagionature lunghissime, anni e anni, ma oggi i pochissimi
produttori tendono ad aprire le anfore dopo poco tempo. Le sue
caratteristiche organolettiche ricordano molto il formaggio di
fossa, anche se il Conciato ha maggior equilibrio e fragranza.
Se si potesse contare su una produzione consistente,
rappresenterebbe una valida alternativa al formaggio di fossa, a
cui per certi versi assomiglia. Si tratta infatti di due
formaggi che affinano in condizioni anaerobiche, dove subiscono
una rifermentazione. Ma il Conciato mantiene le sue specificità
più vive, più integre. Il Presidio aiuta i produttori a
riprendere la caseificazione e l’affinamento in anfora del
Conciato, impostando un serio disciplinare di produzione. L’area
di produzione principale è nel Comune di Castel di Sasso e zone
limitrofe. Il conciato è prodotto tutto l’anno in funzione delle
condizioni climatiche del territorio, evitando periodi
eccessivamente caldi. Le forme permangono dentro i vasi per un
periodo da 6 mesi fino a 2 anni.
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Punti Tesseramento: |
Ristorante
Gli Scacchi
Via
Annunziata - Caserta Vecchia
Ristorante
Frantoio Ducale
Via
Altieri - Castelmorrone (CE)
Articoli:
conoscendo
la provincia di caserta, proposta di itinerario a cura di Slow
Food Caserta e Alto Casertano
cena
degli auguri ed eccellenze enogastronomiche della provincia di
caserta
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