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La
Condotta Slow Food Penisola Sorrentina 251 è una delle più
antiche e attive della Regione Campania.Nata a metà degli anni
novanta grazie alla curiosità e vivacità culturale di un gruppo
di appassionati guidati da Rita Abagnale,ha promosso tantissime
iniziative diventando così un punto di riferimento della cultura
enogastronomica della zona stabiese e sorrentina.Innumerevoli le
partecipazioni “attive”come Condotta al Salone del Gusto e
(successivamente a Terra Madre)a Torino, a Cheese a Bra,a Slow
Fish a Genova; molte le presenze alle iniziative promosse a
livello regionale e provinciale,come pure la partecipazione ad
eventi e manifestazioni in Italia e all’Estero.
Sul
territorio questa Condotta 251 ha promosso i Presidi del
Pomodoro San Marzano,del Carciofo violetto di Castellammare di
Stabia(Loc.Schito), della Razza Agerolese e del Provolone del
Monaco,del Gamberetto di Nassa oltre a segnalare e rivalutare
tanti altri prodotti inseriti nell’Arca del Gusto. Innumerevoli
sono le serate, le escursioni, le degustazioni, i Master of Food
organizzati nei comuni della zona.
Tutte
queste iniziative hanno trovato l’adesione di un numero sempre
maggiore di appassionati interessati alla nuova “cultura
enogastronomica” ispirata da Slow Food tanto che la Condotta è
una di quelle che vanta il maggior numero di soci.
Organizzazione e Struttura della Condotta
L’attività
della Condotta si estende su un territorio molto vasto e vario
che va dai comuni della Penisola Sorrentina e Capri (Capri,
Massa Lubrense,Sorrento, Sant’Agnello, Piano di Sorrento, Meta,
Vico Equense) a quelli dell’Agro Stabiese e dei Monti Lattari
(Castellammare di Stabia, Gragnano, Sant’Antonio Abate, Santa
Maria La Carità, Casola, Lettere, Pimonte, Agerola. La struttura
prevede Incaricati per ogni singolo comune; dei Presidi; degli
Orti Scolastici; Organizzazione e partecipazione eventi;
sponsorizzazioni; Comunicazione, immagine e promozione; Master
of Food; Amministrazione e Contabilità.
LE
COMUNITA’ DEL CIBO IN PENISOLA SORRENTINA SUI MONTI LATTARI E
NELL’AGRO STABIESE
La
ricchezza delle Terre della Campania Felix è nota fin
dall’antichità. La capacità nel tempo di elaborare una cucina
semplice e, comunque, fine, nasce dalla disponibilità di grandi
materie prime offerte dalla terra fertile e dall’abilità
nell’appropriarsi di piatti stranieri migliorandoli in modo tale
da farli diventare parte del proprio DNA di cultura
gastronomica. Esempio sublime di quest’abilità è la “PASTA”,
nata lontano ma che in Campania è diventata “Nobile” per
tecniche di produzione e utilizzo in cucina.
LA
COMUNITA’ DEL CIBO DELLA PASTA DI GRAGNANO
mette
insieme Pastai di grande storia, di dimensioni piccole e medie
che, uniti nel Consorzio di Tutela, fanno rivivere una
tradizione d’assoluta eccellenza.
I Monti
Lattari sono la spina dorsale della Penisola Sorrentina:dal mare
si sale verso la montagna fino alla cima del Monte Faito,dalla
Punta Campanella si sale fino ad Agerola passando per la Pinura
Stabiese.
A Massa
Lubrense nasce la COMUNITA’DEL CIBO legata all’Area Marina
Protetta della Punta Campanella:Acque limpide, profonde, ricche
d’anfratti, grotte sottomarine, storia e fascino ospitano una
fauna ittica molto varia catturata con modi ecocompatibili e
antichi come quella del GAMBERETTO pescato con la tipica NASSA
intrecciata con giunco sardo.
Dal mare
si risale la dorsale e ci si ritrova sulle colline sorrentine
risalendo fino a Vico Equense ed Agerola. Agricoltori,
allevatori, casari uniti nella COMUNITA’ DEL CIBO DEI MONTI
LATTARI,coccolano gemme preziose come i formaggi preparati anche
con il latte della pregiata e rara RAZZA AGEROLESE, o frutta
come le PERE PENNATE e le NOCI di SORRENTO o l’OLIO DOP Penisola
Sorrentina che racchiude profumi e sapori tipici di queste
terre.
Ritornando
verso la Pianura Stabiese e la costa, la COMUNITA’ DEL CIBO DEI
CONTADINI DELLA PENISOLA SORRENTINA offre prodotti inimitabili
come il POMODORO SAN MARZANO o il CARCIOFO VIOLETTO nella zona
stabiese, il POMODORO SORRENTINO e i LIMONI IGP di Sorrento
invece nella zona costiera.
Tutte
queste Comunità del Cibo con il proprio lavoro, con la loro
storia e cultura, raccontano meglio di tante parole lo stretto
legame vissuto quotidianamente con il territorio.
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