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Il
Territorio Nolano è individuabile in quella parte della Pianura
Campana posta ad oriente di Napoli, limitata geograficamente a
nord-est dal Preappennino Campano, con i comprensori del
Baianese e del Vallo di Lauro, a sud dall’area Palmese (Palma
Campania, San Gennaro Vesuviano, Carbonara di Nola) e sugli
altri lati dall’area Vesuviana Nord-orientale e dal contiguo
hinterland napoletano, attraverso una fascia di comuni
costituenti il nucleo centrale: Camposano, Casamarciano,
Cicciano, Cimitile, Comiziano, Liveri, Nola, Roccarainola, San
Paolo Belsito, San Vitaliano, Saviano, Scisciano, Tufino,
Visciano. Territorio di straordinaria ricchezza di beni
culturali con vestigia storiche e archeologiche che
testimoniano, a partire dall’età del bronzo (III° millennio a.C.),
le varie colonizzazioni e culture con passaggi attraverso varie
fasi osca, etrusca, greca, romana, bizantina, normanna.
Il
patrimonio etnico-antropologico, oltre alla celeberrima festa
dei Gigli di Nola in onore di San Paolino, è anch’esso ricco di
significative espressioni di folclore popolare e religioso,
dalle tradizioni del Carnevale di Palma Campania e Saviano, al
caratteristico Palio dei Quartieri di Cicciano. Tra le
manifestazioni culturali è da segnalare il Premio Cimitile,
rassegna letteraria degli autori inediti e delle novità
librarie, che si svolge a giugno nella incantevole atmosfera
delle Basiliche Paleocristiane. Il centro che dà il nome al
territorio è Nola, città dalla storia millenaria, di origine
Opico-Osca, ricevette dai Sanniti il nome di "Novla", ovvero
"città nuova", è stata culla della cultura, della religione, del
pensiero filosofico e dell'arte. Patria natia di Giordano Bruno,
Giovanni Merliano, Girolamo Santacroce e Ambrogio Leone, ispirò
la poesia bacchica di Luigi Tansillo e i carmi religiosi di San
Paolino, irritò Virgilio negandogli l’acqua per il suo podere e
accolse l’ultimo respiro di Ottaviano Augusto.
Area da
sempre vocata all’agricoltura, era una volta l’orto della
Campania con centinaia di ettari di terreno destinati a
produzioni agro-alimentari di eccellenza, in gran parte
sacrificati, nel volgere di alcuni decenni, per la realizzazione
di insediamenti commerciali e industriali frutto di una bieca
politica del cemento che ha stravolto un’economia agricola e un
paesaggio rurale in modo profondo e irreversibile.
Dal luglio
2005 la presenza di Slow Food su questo territorio depauperato
mira a recuperare quelle biodiversità che l’uomo, per ora, non
ha ancora distrutto. Ad una prima e superficiale vista ci siamo
chiesti quali e quanti prodotti potevano qualificare il nostro
territorio, dando così origine a pietanze tipiche dell’Agro
Nolano, provocando rapporti osmotici tra produzione e consumo
sia esso domestico, che tecnico. Aldilà del fenomeno dei
banchetti festivi e della ripetitiva cucina di casa, omologate
su prodotti di massa e comune reperibilità presso la grande
distribuzione, poco potevamo poter dire di aver reperito.
Eravamo consci che la mancata tutela della ruralità e le
trasformazioni socio-economiche subite dal nostro territorio
avevano causato un processo di erosione delle tradizioni
gastronomiche locali. Ma la passione per la ricerca, sicuri di
esplorare un passato ricco di produzioni agro-alimentari, una
sana curiosità ed un pizzico di testardaggine ci hanno portato a
guardare a fondo, dietro gli angoli delle convenzioni, scavando
nei ricordi odorosi di cucine materne, di ingredienti poveri ma
al tempo stesso non comuni, a cercare negli orti, nei giardini
murati, e sulle colline prodotti antichi e persone capaci di
riproporli.
Ed ecco
venire a gola, scusate a mente, ncopp’ e mpuost, i fagioli
zolfini o meglio e zurfariell’ e Visciano, che, senza nulla
togliere ad altre zone elettive, trovano sulle pendici collinari
di Visciano, Casamarciano e Castelcicala, il perfetto ambiente
pedoclimatico. La particolare suadenza e la impalpabilita’ della
pellicola che l’avvolge ne facilitano la digeribilita’ ed in uno
con la aromaticita’ “sulfurea” ne fanno il principe dei legumi,
anche avendo riguardo alla scarsa reperibilita’ ed al rischio di
estinzione. E la nocciola che non a caso si chiama
scientificamente “corylus avellana”, proprio dal nome di Avella,
Comune che rientra nel territorio della nostra Condotta. In vero
la Campania coltiva il 42% della produzione nazionale con le
seguenti cultivar:tonda di Giffoni, riccia di Talanico,
mortarella, San Giovanni. Tutte buone, tutte partecipi di
croccanti o morbidi torroni e di succulenti “delizie nolane”, il
dolce nolano che ha “rubato” gli ingredienti alla “caprese”
sostituendo alle mandorle appunto le nocciole. Senza dimenticare
il pomodoro San Marzano che nei nostri orti trova ancora
propaggini produttive di alta qualità e le patate coltivate
nella stessa zona dove scorreva il Clanio e dove cominciava la
“Campania felix”, la piu’ fertile terra d’Italia. La valle del
Clanis era una prateria dove in primavera i contadini
preparavano ’o pascone (pascolo, misto di erba e fave,
accrescitivo del lat. Pascuum) per le greggi stanziali nel
nostro agro ma anche per quelle che scendevano a valle dal
sannio e dall’irpinia, una transumanza e una pastorizia
brutalmente interrotte dalle note vicende ambientali. Ma rimane
ancora qualche isolato pastore tra i monti di Avella e del Vallo
di Lauro che ancora produce ‘o cas’ muscio formaggio fresco
ovino, citato nell’inchiesta Murattiana del 1881, che entra come
ingrediente in piatti tipici del periodo pasquale come la pizza
chiena e la pastiera di maccheroni.
Insomma
non e’ possibile non trovare, cercandole, le motivazioni
profonde per valorizzare una produzione agricola di qualità che
conduca ad un rapporto con un consumo buono, pulito e giusto
che, riscoprendo tradizioni ed antiche usanze, si sappia
coniugare con la modernita’, tramandando i sapori e gli odori
del nostro territorio. Non a caso abbiamo iniziato una ricerca
sulla anticamente conosciuta come soppressata di Nola (Lucerna
de Corteggiani di G.B. Crisci - 1634), la cui caratteristica
peculiare era quella di avere carni magre di maiale
accuratamente mondate dal grasso, conciate con sale e pepe in
grani ed un’altra sulla figura di Ruperto da Nola, il Grande
Cuciniere della corte aragonese a Napoli.
Il nostro
tentativo è di rinverdire il “deserto gastronomico” lasciato nel
nostro territorio da un’agricoltura mortificata, provando a
ripiantare, anche nel senso letterale del termine, colture rare
e dimenticate come le mele limuncelle un tempo comuni sulle
colline si Sasso e Gargani di Roccarainola o le pere do prevete.
Cerchiamo di riportare sulle tavole prodotti del nostro
territorio misconosciuti o indebitamente trascurati come l’olio
delle nostre colline (prossima D.O.P. Terre del Clanis), le
papaccelle (Presidio) e la zucca napoletane, i fagioli a
formella e, ancora, l’aglianico o la falanghina di padre
Giuseppe dell’Eremo dei Camaldoli (nostra Comunità del cibo) o,
perché no, l’olivella citata da Plinio nel Naturalis Historiae
(vitigno da non confondere con lo sciascionoso, anch’esso talora
così denominato, in quanto l’olivella di Lauro è unico e ciò è
stato dimostrato attraverso analisi di genetica eseguite presso
l’Istituto di S.Michele all’Adige grazie alla passione profusa
in questa operazione di recupero dal nostro socio l’Avv.
Pasquale Colucci di Lauro).
Promuoviamo scelte capaci di dare un nuovo impulso alle economie
locali, accorciando le filiere, comprando direttamente dal
produttore, anche attraverso gruppi di acquisto, proviamo,
insomma, a risvegliare l'istinto atavico che si trova in ognuno
di noi, quello legato alle nostre radici contadine e all'amore
per la nostra terra.
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Punti Tesseramento: |
Libreria Guida
Vico Duomo,19 – Nola
(NA)
Ristorante Le Baccanti
Via Puccini, 5 –
Nola (NA)
Osteria Le Gourmet
Via Ferrovia –
Sperone (AV)
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condotte: |
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Componenti Piccola Tavola:
Angelo Petillo
fiduciario
Costantino
Franzese
segretario
costantino.franzese@realemutua.it
Raffaele
Roberto
tesoriere
raffaele.roberto@banconapoli.com
Gianluca Napolitano
responsabile comunicazione e promozione
Raffaella
Vallone
Responsabile Progetti e Programmi
educativi (Orto in Condotta, Master of Food)
gianap@libero.it
Adriana Tortora
Responsabile Progetti e Programmi
educativi (Orto in Condotta, Master of Food)
Ferdinando
Mercogliano - Gennaro Napolitano - Alberto Ruggiero
- Giovanni Trinchese
Responsabili Progetti legati
all'economia locale (Presidi, Mercati della Terra, progetti di sostegno ai produttori e alle Comunità del cibo, gruppi d’acquisto)
Carla
Iuliano
Responsabile relazioni con altre
condotte nazionali, convivium esteri e
l'università di scienze gastronomiche
Raffaele
Napolitano
Coordinatore territoriale area nolana
(Casamarciano, Camposano, Cicciano, Cimitile, Comiziano, Liveri, Livardi, Roccarainola, San Paolo Bel Sito, Tufino, Visciano)
Franco
Fabio - Giuseppe Fedele
Coordinatori Territoriali area Marglianese e Palmese
(Saviano, Scisciano, San Vitaliano, Marigliano, San Gennaro V., Palma Campania,
Carbonara di Nola)
Giuseppe
Caramiello
Coordinatore Territoriale Baianese
e Vallo di Lauro
(Avella, Sperone, Baiano, Quadrelle, Sirignano, Mugnano del Cardinale, Marzano di Nola, Domicella, Pago del Vallo di Lauro, Lauro, Moschiano, Quindici e Taurano)
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Sede:
CCondotta Agro
Nolano N.499
Via Roma, 37
Cap 80032 - Città
CASAMARCIANO
Tel.
360 / 517261
Fax
081 / 8233187
info@nolaslow.it/a>
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