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Prodotti:  

Fagiolo zolfino di Visciano, fagioli a formella, pomodori del piennolo gialli,  Papaccella napoletana, Pomodoro San Marzano, zucca lunga napoletana, melenzana “cima di viola”, finocchio bianco palettone, torzelle, noci Sorrento, nocciole, olio extravergine d’oliva Nostrale di Lauro, erbe spontanee di Castelcicala, Caso muscio, soppressata (c.d. palle di Nola), olivella (vitigno autoctono del Vallo di Lauro), nocillo.

Piatti e dolci tipici: minestra maritata con le torzelle (citata da Giordano Bruno nel Candelaio 1582), pastiera di maccheroni, pizza chiena, spaghetti con noci e nocciole, torrone (tutero), delizia nolana, migliaccio.

 

 
Particolarità:  

Palio del Casale e corsa degli asini - Camposano inizio maggio

Sagra della noce – Scisciano fine ottobre

Presepe vivente – Visciano, 4-6 gennaio 

Festa del Maio – Avella 20 gennaio- Baiano 25 dicembre – Sperone 20 febbraio

Lumina in Castro – Lauro (Castello Lancellotti) – fine agosto

Sagra del Tarantiello - San Gennaro Vesuviano - metà settembre

 

 
 

 
 

 
 

 
 

 
   
   

Condotta: Agro Nolano

Il Territorio Nolano è individuabile in quella parte della Pianura Campana posta ad oriente di Napoli, limitata geograficamente a nord-est dal Preappennino Campano, con i comprensori del Baianese e del Vallo di Lauro, a sud dall’area Palmese (Palma Campania, San Gennaro Vesuviano, Carbonara di Nola)   e sugli altri lati dall’area Vesuviana Nord-orientale e dal contiguo hinterland napoletano, attraverso una fascia di comuni costituenti il nucleo centrale: Camposano, Casamarciano, Cicciano, Cimitile, Comiziano, Liveri, Nola, Roccarainola, San Paolo Belsito, San Vitaliano, Saviano, Scisciano, Tufino, Visciano. Territorio di straordinaria ricchezza di beni culturali con vestigia storiche e archeologiche che testimoniano, a partire dall’età del bronzo (III° millennio a.C.),  le varie colonizzazioni e culture con passaggi  attraverso varie fasi osca, etrusca, greca, romana, bizantina, normanna.

 

Il patrimonio etnico-antropologico, oltre alla celeberrima festa dei Gigli di Nola in onore di San Paolino,  è anch’esso ricco di significative espressioni di folclore popolare e religioso, dalle tradizioni del Carnevale di Palma Campania e Saviano, al caratteristico Palio dei Quartieri di Cicciano. Tra le manifestazioni culturali è da segnalare il Premio Cimitile, rassegna letteraria degli autori inediti e delle novità librarie, che si svolge a giugno nella incantevole atmosfera delle Basiliche Paleocristiane. Il centro che dà il nome al territorio è Nola, città dalla storia millenaria, di origine Opico-Osca, ricevette dai Sanniti il nome di "Novla", ovvero "città nuova", è stata culla della cultura, della religione, del pensiero filosofico e dell'arte. Patria natia di Giordano Bruno, Giovanni Merliano, Girolamo Santacroce e Ambrogio Leone, ispirò la poesia bacchica di Luigi Tansillo e i carmi religiosi di San Paolino, irritò Virgilio negandogli l’acqua per il suo podere e accolse l’ultimo respiro di Ottaviano Augusto.

 

Area da sempre vocata all’agricoltura, era una volta l’orto della Campania  con centinaia di ettari di terreno destinati a produzioni agro-alimentari di eccellenza, in gran parte sacrificati, nel volgere di alcuni decenni, per la realizzazione di insediamenti commerciali e industriali frutto di una bieca politica del cemento che ha stravolto un’economia agricola e un paesaggio rurale in modo profondo e irreversibile.

 

Dal luglio 2005 la presenza di Slow Food su questo territorio depauperato mira a recuperare quelle biodiversità che l’uomo, per ora, non ha ancora distrutto. Ad una prima e superficiale vista ci siamo chiesti quali e quanti prodotti potevano qualificare il nostro territorio, dando così origine a pietanze tipiche dell’Agro Nolano, provocando rapporti osmotici tra produzione e consumo sia esso domestico, che tecnico. Aldilà del fenomeno dei banchetti festivi e della ripetitiva cucina di casa, omologate su prodotti di massa e comune reperibilità presso la grande distribuzione, poco potevamo poter dire di aver reperito. Eravamo consci che la mancata tutela della ruralità e le trasformazioni socio-economiche subite dal nostro territorio avevano causato un processo di erosione delle tradizioni gastronomiche locali. Ma la passione per la ricerca, sicuri di esplorare un passato ricco di produzioni agro-alimentari, una sana curiosità ed un pizzico di testardaggine ci hanno portato a guardare a fondo, dietro gli angoli delle convenzioni, scavando nei ricordi odorosi di cucine materne, di ingredienti poveri ma al tempo stesso non comuni, a cercare negli orti, nei giardini murati, e sulle colline prodotti antichi e persone capaci di riproporli.

 

Ed ecco venire a gola, scusate a mente, ncopp’ e mpuost, i fagioli zolfini o meglio e zurfariell’  e Visciano, che, senza nulla togliere ad altre zone elettive, trovano sulle pendici collinari di Visciano, Casamarciano e  Castelcicala, il perfetto ambiente pedoclimatico. La particolare suadenza e la impalpabilita’ della pellicola che l’avvolge ne facilitano la digeribilita’ ed in uno con la aromaticita’ “sulfurea” ne fanno il principe dei legumi, anche avendo riguardo alla scarsa reperibilita’ ed al rischio di estinzione. E la nocciola che non a caso si chiama scientificamente “corylus avellana”, proprio dal nome di Avella, Comune che rientra nel territorio della nostra Condotta. In vero la Campania coltiva il 42% della produzione nazionale con le seguenti cultivar:tonda di Giffoni, riccia di Talanico, mortarella, San Giovanni. Tutte buone, tutte partecipi di croccanti o morbidi torroni e di succulenti “delizie nolane”, il dolce nolano che ha “rubato” gli ingredienti alla “caprese” sostituendo alle mandorle appunto le nocciole. Senza dimenticare il pomodoro San Marzano che nei nostri orti trova ancora propaggini produttive di alta qualità e le patate coltivate nella stessa zona dove scorreva il Clanio e dove cominciava la “Campania felix”, la piu’ fertile terra d’Italia. La valle del Clanis era una prateria dove in primavera i contadini preparavano ’o pascone (pascolo, misto di erba e fave, accrescitivo del lat. Pascuum) per le greggi stanziali nel nostro agro ma anche per quelle che scendevano a valle dal sannio e dall’irpinia, una transumanza e una pastorizia brutalmente interrotte dalle note vicende ambientali. Ma rimane ancora qualche isolato pastore tra i monti di Avella e del Vallo di Lauro che ancora produce ‘o cas’ muscio formaggio fresco ovino, citato nell’inchiesta Murattiana del 1881, che entra come ingrediente in piatti tipici del periodo pasquale come la pizza chiena e la pastiera di maccheroni.

 

Insomma non e’ possibile non trovare, cercandole, le motivazioni profonde per valorizzare una produzione agricola di qualità che conduca ad un rapporto con un consumo buono, pulito e giusto che, riscoprendo tradizioni ed antiche usanze, si sappia coniugare con la modernita’, tramandando i sapori e gli odori del nostro territorio. Non a caso abbiamo iniziato una ricerca sulla anticamente conosciuta come soppressata di Nola (Lucerna de Corteggiani di G.B. Crisci - 1634), la cui caratteristica peculiare era quella di avere carni magre di maiale accuratamente mondate dal grasso, conciate con sale e pepe in grani ed un’altra sulla figura di Ruperto da Nola, il Grande Cuciniere della corte aragonese a Napoli.

 

Il nostro tentativo è di rinverdire il “deserto gastronomico” lasciato nel nostro territorio da un’agricoltura mortificata, provando a ripiantare, anche nel senso letterale del termine, colture rare e dimenticate come le mele limuncelle un tempo comuni sulle colline si Sasso e Gargani di Roccarainola o le pere do prevete. Cerchiamo di riportare sulle tavole prodotti del nostro territorio misconosciuti o indebitamente trascurati come l’olio delle nostre colline (prossima D.O.P. Terre del Clanis), le papaccelle (Presidio) e la zucca napoletane, i fagioli a formella e, ancora, l’aglianico o la falanghina di padre Giuseppe dell’Eremo dei Camaldoli (nostra Comunità del cibo) o, perché no, l’olivella citata da Plinio nel Naturalis Historiae (vitigno da non confondere con lo sciascionoso, anch’esso talora così denominato, in quanto  l’olivella di Lauro è unico e ciò è stato dimostrato attraverso analisi di genetica eseguite presso l’Istituto di S.Michele all’Adige grazie alla passione profusa in questa operazione di recupero dal nostro socio l’Avv. Pasquale Colucci di Lauro).

 

Promuoviamo scelte capaci di dare un nuovo impulso alle economie locali, accorciando le filiere, comprando direttamente dal produttore, anche attraverso gruppi di acquisto, proviamo, insomma, a risvegliare l'istinto atavico che si trova in ognuno di noi, quello legato alle nostre radici contadine e all'amore per la nostra terra.

 

 

 

Punti Tesseramento:

 

Libreria Guida 

Vico Duomo,19 – Nola (NA)


 

Ristorante Le Baccanti

Via Puccini, 5 – Nola (NA)


 

Osteria Le Gourmet

Via Ferrovia – Sperone (AV)


 

 condotte:  

Agro Nolano

Alta Irpinia

Alto Casertano

Avellino

Baronia e Valle Ufita

Benevento e Taburno

Camerota

Campi Flegrei

Caserta

Cilento

Costa del Vesuvio

Dei Picentini

Del Tammaro

Dell'Agro

Gelbison

Golfo di Policastro

Ischia

Napoli

Massico - Roccamonfina

Partenio Serinese Solofrana

Penisola Sorrentina

Salerno

Terminio Cervialto

Valle Caudina - Libero Masi

Valle Telesina

Vesuviana Interna

Volturno

 
 
 
 
Componenti Piccola Tavola:

Angelo Petillo

fiduciario

Costantino Franzese

segretario

costantino.franzese@realemutua.it

Raffaele Roberto

tesoriere

raffaele.roberto@banconapoli.com

Gianluca Napolitano

responsabile comunicazione e promozione

Raffaella Vallone

Responsabile Progetti e Programmi educativi (Orto in Condotta, Master of Food)  

gianap@libero.it

Adriana Tortora

Responsabile Progetti e Programmi educativi (Orto in Condotta, Master of Food)

Ferdinando Mercogliano - Gennaro Napolitano - Alberto Ruggiero - Giovanni Trinchese

Responsabili Progetti legati all'economia locale (Presidi, Mercati della Terra, progetti di sostegno ai produttori e alle Comunità del cibo, gruppi d’acquisto)

Carla Iuliano

Responsabile relazioni con altre condotte nazionali, convivium esteri e l'università di scienze gastronomiche

Raffaele Napolitano

Coordinatore territoriale area nolana (Casamarciano, Camposano, Cicciano, Cimitile, Comiziano, Liveri, Livardi, Roccarainola, San Paolo Bel Sito, Tufino, Visciano)

Franco Fabio - Giuseppe Fedele

Coordinatori Territoriali area Marglianese e Palmese (Saviano, Scisciano, San Vitaliano, Marigliano, San Gennaro V., Palma Campania, Carbonara di Nola)

Giuseppe Caramiello

Coordinatore Territoriale Baianese  e Vallo di Lauro (Avella, Sperone, Baiano, Quadrelle, Sirignano, Mugnano del Cardinale, Marzano di Nola, Domicella, Pago del Vallo di Lauro, Lauro, Moschiano, Quindici e Taurano)

 

 

 

 

 


 
 

Sede:

CCondotta Agro Nolano N.499  

Via Roma, 37

Cap 80032 - Città CASAMARCIANO

Tel. 360 / 517261

Fax 081 / 8233187

info@nolaslow.it/a>

 
 

 
 

 
 

 
 

 
 
   

 

 

 

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